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Home Lavoro&Precarietà A Inzago (Milano) si licenziano solo donne

A Inzago (Milano) si licenziano solo donne

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73Sta­mani ho com­prato il Man­i­festo : i lac­rimo­geni in Gre­cia, i lac­rimo­geni in Val di Susa, la lega che non vuole la net­tezza di Napoli, la Camusso che firma i dik­tat di Mar­chionne, che alla fine l’America l’ha trovata anche in Italia. Pos­si­amo ringraziare ancora una volta la coerenza della CGIL, che questa volta con­segna i metalmec­ca­nici– e tutti noi– alla fine del con­tratto nazionale e san­cisce una “tregua” che tradotto sig­nifica divi­eto di sciopero.
Insomma delle gran belle notizie.
Ma tra tutte mi ha col­pito un pic­colo trafiletto: “Donne licen­zi­ate”.  E di questo voglio rac­con­tare. Siamo ad Inzago (Milano). Una pic­cola azienda con 30 operai ed operaie, la MaVib,  che pro­duce motori elet­ trici per impianti di con­dizion­a­mento, licen­zia 13 delle sue 18 dipen­denti donne. La moti­vazione della scelta di licen­ziare solo donne è davvero sor­pren­dente: ” Così”  spie­gano “pos­sono stare a casa a curare i bam­bini”, “e poi, comunque quello che por­tano a casa è il sec­ondo stipendio”.
Le donne che piac­ciono a questi sig­nori sono donne mai autonome, sem­pre dipen­denti dagli uomini, dedite alla cura. Le donne non hanno diritto all’indipendenza eco­nom­ica, pos­sono tran­quil­la­mente dipen­dere tutta la vita da qualcun’altro.  
E poi che famiglie si immag­i­nano questi impren­di­tori? Non tutte le donne hanno “bam­bini da curare”, mag­ari vivono felice­mente o meno da sole e vivono del pro­prio stipen­dio.
Mag­ari i figli se li cam­pano da sole, per­chè gli uomini spesso spariscono. Mag­ari hanno una com­pagna donna, e allora di chi sarebbe il “sec­ondo stipen­dio”? Mag­ari hanno un mar­ito casalingo, che i bam­bini li “cura” lui. Mag­ari hanno avuto un mar­ito vio­lento e il loro stipen­dio ha sig­ni­fi­cato la pos­si­bil­ità di dire basta.
Dice la Fiom in un comunicato“lo stato di famiglia delle lavo­ra­trici è affare solo loro”.
E questa mi sem­bra davvero la cosa più allu­ci­nante di questa storia.
***
Informazioni
Piazza Liberazione.it ringrazia l'autrice e il sito web
l'articolo © è di Gilda, proprietà dell'autore
la foto inserita nell'articolo è inserita nell'articolo originale  
 

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