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Home Cultura&Culture Tina Modotti comunista internazionalista

Tina Modotti comunista internazionalista

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22La donna oggetto sessuale. E' questo che i media borghesi, complice il modello culturale corrente, rappresentano quotidianamente su TV, giornali, riviste patinate e cartelloni pubblicitari. Nell'immaginario collettivo, complice la capillare alfabetizzazione clericale e il conformismo piccolo-borghese, ancor oggi la donna non si scosta dal classico stereotipo: cucina&famiglia...e sesso (possibilmente coniugato privatamente ma non sempre). A questa immagine dal rilievo sociale squallidamente arretrato si contrappongono le storie di donne che nel secolo scorso hanno scritto pagine luminose del progresso sociale e del riscatto dell'umanità tutta.  Riproponiamo un articolo di Antonio Ingrao, scritto in occasione dell'anniversario della morte di Tina Modotti. (Elvira Garavaglia)
 
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Tina Modotti comunista internazionalista (breve biografia)
Tina Modotti nasce a Udine il 17 agosto 1896, in quella Italia di fine ottocento povera e disperata dove la monarchia savoiarda, becera e liberticida, va a braccetto con i grassi padroni delle ferriere, e i ricchi latifondisti affamano i contadini.
In quel secolo, contro l'assolutismo dei despoti e dei padroni, si erge la fiamma del socialismo e dell'anarchia  che indica agli umili, agli oppressi, un cammino da seguire, una speranza per un mondo senza sfruttati e sfruttatori.
In quel crogiuolo denso di speranze Tina conosce il lavoro e lo sfruttamento: lavoro duro fatto di sudore e lacrime amare: prima in Italia, poi negli Stati Uniti dove si è trasferita con tutta la famiglia.
In California Tina ha una breve esperienza in films che le rivelano la sudditanza dell'arte cinematrografica ad interessi mercantili.
Posa da modella per i fotografi Jane Reece, Johan Hagemayer e, soprattutto per Edward Weston.
Successivamente alla morte del suo compagno, il poeta e pittore Roubaix del'Abrie Richey, Tina si stabilisce in Messico con il fotografo Edward Weston.
In Messico, paese che ama come sua seconda patria, la creazione artistica, con foto di grande impegno sociale e dalla pregnante valenza ideologica, si unisce all'impegno politico: in quel Messico denso di umori postrivoluzionari aderisce al Partito Comunista, lavora per il movimento sandinista nel Comitato "Manos fuera de Nicaragua" e partecipa alle manifestazioni in favore di Sacco e Vanzetti.
Dopo la morte di Antonio Mella, rivoluzionario cubano, alla quale si era profondamente legata, ucciso da uomini prezzolati del dittatore di Cuba Gerardo Machado ed in seguito alla campagna diffamatoria messa in piedi nei suoi confronti con l'accusa di aver attentato alla vita del nuovo presidente messicano, Tina deve abbandonare il Messico per l'Europa: attraverso l'Olanda, la Germania la sua destinazione è l'Unione Sovietica dove prende la cittadinanza, diventa membro del partito e continua con maggior impegno e vigore la sua militanza politica militando nel Soccorso Rosso Internazionale.
A Mosca scrive, esegue traduzioni ed  allestisce la sua ultima mostra fotografica.
Allo scoppio delle guerra civile spagnola, con il nome di Maria  si trova a Madrid assieme a Vittorio Vidali suo compagno.
Lavora negli ospedali e nei collegamenti e si dedica ad attività di politica e cultura scrivendo sull'organo del Soccorso Rosso Ayuda.
A Valencia fa parte dell'organizzazione del Congresso internazionale degli intellettuali contro il fascismo e assieme a Vittorio Vidali  promuove la pubblicazione di "Viento del Pueblo, poesia en la guerra" con le opere del poeta Miguel Hernandez.
Tina, a Madrid, è tra gli organizzatori del Congreso Nacional de la Solidariedad.
Dopo la sconfitta spagnola e la ritirata verso la Francia Tina giunge a Parigi con Vidali e da lì rientrano in Messico.
In Messico conduce un'esistenza difficile vivendo di traduzioni, è attiva nel soccorso ai reduci e lavora nell'Alleanza internazionale Giuseppe Garibaldi.
La sua vita è costellata da mille incontri con personaggi dalla vita, dall'impegno e dalla cultura straordinaria: il poeta e pittore Roubaix del'Abrie Richey, ed il fotografo Edward Weston; i fotografi Jane Reece, Johan Hagemayer  i pittori muralisti David Alfaro Siqueiros, Diego Rivera, Clemente Orozco,  la fotografa Dorothea Lange il pittore e militante comunista Xavier Guerrero, Vittorio Vidali rivoluzionario italiano, lo scrittore John Dos Passos e l'attrice Dolores Del Rio; Julio Antonio Mella rivoluzionario cubano, la pittrice Frida Kahlo, Bohumìr Smeral fondatore del Partito comunista Cecoslovacco, lo scrittore Egon Erwin Kisch e la fotografa Lotte Jacobi; combattenti internazionaliste come Maria Luisa Laffita, Flor Cernuda, Fanny Edelman, Maria Luisa Carnelli; i fotografi Robert Capa e Gerda Taro; Pablo Neruda, Ernest Hemingway, Antonio Machado, Dolores Ibarruri, Rafael Alberti, Malraux, Norman Bethune.
Tina Modotti muore a Città del Messico il 5 gennaio 1942, a 46 anni, lasciando dietro di se il segno di una profonda personalità umana e artistica e soprattutto di antifascista e militante comunista internazionalista.
A lungo, dopo la sua morte, in America Latina la sua produzione di fotografa  rappresentò un esempio di opera artistica intensamente impregnata di ideologia e che si caratterizzava per la preminente valenza sociale.
Gli ambienti reazionari nord-americani ed Il moralismo clericale, contrari all'immagine di una  donna ed artista libera, nonché militante comunista, contribuirono a stendere, sulla sua opera e sulla sua vita, un grigio velo di "amnesia" collettiva.   
La "cultura" statunitense (la più parte delle opere di Tina era in possesso del Dipartimento di fotografia americano) nascose agli occhi del mondo le immagini di grande impegno sociale e spessore artistico di Tina Modotti.
In Italia la cultura conformista ed i circoli "artistici" hanno contribuito per parte loro a calcare ancor di più il velo dell'oblio sull'opera e sulla vita  affascinante e pregna di impegno politico di una donna figlia degli umori intensi e dei sommovimenti del suo secolo, che con le sue fotografie  raffigurava l'anima popolare e gli strumenti quotidiani del riscatto degli umili ma non degli ultimi.
Una storia di vita e di militanza comunista, quella di Tina Modotti, che viene da lontano, viene da un passato di secoli denso di lotte di sfruttati contro sfruttatori, di affamati contro affamatori, di uomini e donne disposti a morire per un mondo migliore, per un'altra società fatta di uguaglianza e libertà.
 
Gennaio 2003
dedicato alle compagne del Circolo "Tina Modotti" di Magenta (MI) 
 
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Informazioni:
Piazza Liberazione.it ringrazia l'autore
l'articolo © è di Antonio Ingrao
pubblicato con licenza, in caso di utilizzo specificare:
il nome dell'autore e il link al sito: www.piazzaliberazione.it
la foto è tratta da Internet Search
 

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