Walter Sallers ricostruisce il viaggio di Ernesto Guevara e Alberto Granado, dall’Argentina al Perù, dal Cile al Venezuela. Le origini del Che, alla scoperta di se e della vita vera.Diretto da Walter Sallers, interpretato da Gael Garcìa Bernal e Rodrigo de la Serna e basato sugli scritti dei due protagonisti (“Un gitano sedentario” Alberto Granado e “Latinoamerica” Ernesto Guevara) i Diari della motocicletta non è la descrizione di un viaggio qualunque, ma la storia di un avventura, che perde
subito la sua connotazione di vacanza per trasformarsi in un percorso intimo di formazione, di conoscenza di sé, di crescita; viaggio metafora del divenire. Era il gennaio 1952 quando, con accanto l’amico Alberto, il giovane Ernesto Guevara, a un passo dalla laurea in medicina, saltò in sella alla “poderosa”, una moribonda norton 500 del ’39, dando inizio a un’avventura che, otto mesi e 100 mila chilometri dopo, avrebbe cambiato radicalmente il suo approccio alla vita determinando quelle scelte future che lo avrebbero trasformato nel Che. Un percorso iniziatico ed entusiasmante, denso di fatica e di espedienti, alla scoperta dell’altra faccia dell’America, povera e disperata, in cui Ernesto conoscerà la terribile condizione dei perseguitati politici e degli indios, lo sfruttamento operato dalle compagnie nordamericane in Cile e in Perù, scoprirà che i poveri non hanno gli stessi diritti dei ricchi, che i malati non hanno gli stessi diritti dei sani che barriere mentali e fiumi gelidi dividono gli uni dagli altri. Il senso di appartenenza, la solidarietà il rifiuto di ogni ingiustizia diventeranno consapevolezza e desiderio di agire in prima persona per riscattare la dignità dei deboli e degli oppressi, e lo porteranno ad attraversare quel fiume, che lo divideva dai lebbrosi, scegliendo, quel giorno e per sempre, da quale parte schierarsi. Diverte e intenerisce il giovane “Fuser” a tratti ingenuo e impacciato, ancora privo di formazione politica ma animato da una inestinguibile sete di conoscenza e di vita, che guarda con occhi stupiti a realtà inimmaginabili; affascina e commuove quando, nella determinazione e nell’orgoglio che emergono progressivamente, riconosciamo il rivoluzionario, il cui sguardo fiero sventola in milioni di bandiere. Intenso ed emozionante, il film è stato interamente girato nello splendido scenario dell’America latina, con l’ausilio dell’oggi ottantaduenne Alberto Granado dai ricordi ancora vividi. Nessun esplicito riferimento politico, nessuna apologia di un mito, solo il racconto sincero ed essenziale di una piccola storia, preambolo di una storia straordinaria, attraverso gli occhi di due amici, diversi ma complici, uniti e vibranti nello stesso anelito di onestà e di giustizia.
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Informazioni:
l'articolo pubblicato in questa pagina è di Claudia Pace tratto da: http://www.girodivite.it/
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la locandina inserita in questa pagina è proprietà di South Fork Pictures, Vas Voir Productions
trailer del film: http://it.youtube.com/watch?v=7u0U3dbVMHk
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