Dopo la strage di Viareggio
a parlare con la stampa, a raccontare quale è la reale
condizione del sistema ferroviario italiano, sono stati in
pochi. Solo Dante De Angelis e pochi altri hanno ribadito
in qualche modo un allarme lanciato più volte e rimasto
spesso inascoltato negli ultimi anni. Denunce che a De
Angelis sono costate due licenziamenti e una persecuzione
da parte dell’azienda che non ha precedenti. Molti dei
suoi colleghi ferrovieri vorrebbero raccontare, ma non
possono o non vogliono, minacciati di licenziamento e di
ritorsione in un contesto in cui l’azienda fa il bello e
il cattivo tempo, in assenza di un controllo politico su
quella che pur privatizzata resta un’impresa di importanza
strategica per il paese. Altro discorso è quello dei
sindacati concertativi o categoriali, che dopo gli
incidenti, e anche dopo la tragedia di Viareggio, non
hanno rinunciato alle lacrime di coccodrillo di
circostanza e al consueto e obbligato ‘sciopero di lutto e
solidarietà’ buono per i telegiornali ma che lascia tutto
come sta. D’altronde i sindacati concertativi sono
responsabili tanto e quanto i partiti politici e l’azienda
dello stato in cui versano le ferrovie. In questi anni non
solo non si sono opposti alle privatizzazioni e allo
spezzettamento – che ha causato un calo degli occupati del
comparto da 220 mila a soli 80 mila in pochi anni! – ma in
molti cosi hanno coogestito insieme ai vertici aziendali
le liberalizzazioni.
Il 15
maggio scorso, FS e CGIL, CISL, UIL, UGL, FAST hanno firmato
un "accordo programmatico" che ratifica il ‘macchinista
unico’ alla guida dei treni, aumenta l'orario di lavoro e il
tempo di condotta per il personale di macchina, incrementa
da 6 a 8 le vetture in consegna ad un solo capotreno. Un
accordo, insomma, con il quale si costituisce la base per un
nuovo contratto, con ulteriori peggioramenti che
stravolgeranno la vita del personale dei treni, e non solo.
Infatti, la stessa intesa prelude a chiusure,
esternalizzazioni e riduzioni di stazioni, lavorazioni e
impianti con la perdita di servizi e migliaia di posti di
lavoro. Il personale dei treni, in particolare di macchina,
nonostante l'azienda abbia immediatamente emanato i nuovi
turni di lavoro ad "agente solo", sta rifiutando di svolgere
il servizio in quelle condizioni attenendosi ad una "forma
comportamentale", nonostante gli ordini di servizio
impartiti dai responsabili di Trenitalia. Fino ad oggi, da
70 anni, non sono riusciti ancora ad imporre il macchinista
unico. Il "pedale a uomo morto" (Vacma), che preludeva a
questo, è stato disinserito grazie alla lotta ostinata e
determinata dei macchinisti e degli RLS. Proprio ora,
quindi, che è in corso una fondamentale battaglia condotta
non solo per respingere l' "agente solo" ma, anche, per
impedire la macelleria sociale che ne seguirebbe per i
ferrovieri, i lavoratori, i pendolari, per la sicurezza e la
qualità del trasporto, assistiamo a questa ulteriore
tragedia: 22 morti, decine di feriti dei quali molti in
pericolo di vita, migliaia di sfollati. Un vero atto di
guerra. Era andata bene qualche giorno fa quando, per un
cedimento di un carro simile a quello di Viareggio, una
cisterna di acido fluoridrico aveva sfiorato un treno
pendolari nei pressi della stazione Vaiano, sulla tratta
Firenze-Bologna, producendo l'interruzione per quasi due
giorni del traffico ferroviario Nord-Sud. Denunciano i
lavoratori delle ferrovie aderenti alle RdB-CUB: “Questa
volta è andata molto peggio e, mentre ci inchiniamo alle
innocenti vittime di questa tragedia, non possiamo che
rinnovare la nostra denuncia sullo stato in cui sono state
ridotte le nostre FS. Due giorni fa, i treni erano fermi a
Padova per la caduta della linea aerea; qualche giorno prima
la linea aerea era caduta, sempre a Prato, sotto la galleria
dell'Appennino. Ogni giorno un incidente o un disservizio
grave che viene minimizzato e presentato all'opinione
pubblica come fatto isolato o casuale. Una situazione
paradossale in cui i ferrovieri che segnalano le criticità
vengono puniti e, addirittura, gli RLS che cercano di
denunciare le insufficienti manutenzioni vengono licenziati,
come è accaduto a Dante De Angelis. E' chiaro che le nozze
con i fichi secchi non si fanno: la riduzione da 220.000
ferrovieri a poco più di 80.000 non può che produrre questo
tipo di risultati. Ma non è finita: non contenti, quindi, da
qualche giorno i treni viaggiano con un solo macchinista
(vanto dell'autoritario AD Mauro Moretti e di CGIL, CISL,
UIL) per risparmiare. E, siccome due occhi vedono meno di
quattro, ci dobbiamo preparare anche su questo fronte. Il
fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole
aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo
FS non può essere utilizzato come giustificazione; anzi,
questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle
modalità di controllo e di verifica adottate per
l'ammissione a circolare sulla rete. La vera responsabilità
è quella di aver disintegrato il sistema ferroviario
pubblico come bene sociale, di aver dirottato risorse e
tecnologia sul servizio "luccicante" dell'alta velocità
lasciando che il resto del servizio ferroviario, in
particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di
qualità che di sicurezza. Anziché investire risorse per
l'ammodernamento della rete ferroviaria, per il
potenziamento delle linee dei pendolari, del trasporto merci
e per la sicurezza, si è smantellato il sistema di trasporto
ferroviario pubblico in favore dello sviluppo di una rete
prettamente commerciale. Qualcuno, ora, fa "il pesce in
barile" e distribuisce "lacrime di coccodrillo", dichiarando
che tutto era prevedibile, scontato. Ma l'unica certezza è
la loro responsabilità e complicità, il loro atto di guerra
con la firma di questi accordi maledetti.”
A fronte
dei gravissimi fatti accaduti a Viareggio, che hanno
comportato un numero rilevantissimo di vittime e feriti i
sindacati aderenti al Patto di Base (CUB, Cobas e SdL)
indicono per martedì 7 luglio uno sciopero generale dei
Trasporti su tutto il territorio nazionale. La mobilitazione
è indetta a difesa della sicurezza e dell'incolumità dei
lavoratori e dei cittadini utenti dei trasporti, che non
possono rischiare o perdere la vita per motivazioni che
hanno a che vedere con la mancanza o la carenza di controlli
e di misure atte a rendere massima la tutela della
sicurezza. Lo sciopero, spiegano in un comunicato le sigle
sindacali promotrici, avrà la seguente articolazione:
Settore Ferroviario - 4 ore di
sciopero dalle ore 10.00 alle ore 14.00;
Settore Trasporto pubblico
locale e trasporto merci e logistica - 4 ore nel rispetto
delle fasce protette localmente definite;
Settore Trasporto Aereo -1 ora
di sciopero dalle ore 10.00 alle ore 11.00;
Settore Trasporto Marittimo -1
ora di sciopero all'inizio di ogni partenza.
(Fonte:RCA)