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06 luglio 2009

Viareggio: le lacrime di coccodrillo e le complicità di Cgil Cisl e Uil. Il 7 luglio sciopera il Patto di Base

   
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Dopo la strage di Viareggio a parlare con la stampa, a raccontare quale è la reale condizione del sistema ferroviario italiano, sono stati in pochi. Solo Dante De Angelis e pochi altri hanno ribadito in qualche modo un allarme lanciato più volte e rimasto spesso inascoltato negli ultimi anni. Denunce che a De Angelis sono costate due licenziamenti e una persecuzione da parte dell’azienda che non ha precedenti. Molti dei suoi colleghi ferrovieri vorrebbero raccontare, ma non possono o non vogliono, minacciati di licenziamento e di ritorsione in un contesto in cui l’azienda fa il bello e il cattivo tempo, in assenza di un controllo politico su quella che pur privatizzata resta un’impresa di importanza strategica per il paese. Altro discorso è quello dei sindacati concertativi o categoriali, che dopo gli incidenti, e anche dopo la tragedia di Viareggio, non hanno rinunciato alle lacrime di coccodrillo di circostanza e al consueto e obbligato ‘sciopero di lutto e solidarietà’ buono per i telegiornali ma che lascia tutto come sta. D’altronde i sindacati concertativi sono responsabili tanto e quanto i partiti politici e l’azienda dello stato in cui versano le ferrovie. In questi anni non solo non si sono opposti alle privatizzazioni e allo spezzettamento – che ha causato un calo degli occupati del comparto da 220 mila a soli 80 mila in pochi anni! – ma in molti cosi hanno coogestito insieme ai vertici aziendali le liberalizzazioni.

Il 15 maggio scorso, FS e CGIL, CISL, UIL, UGL, FAST hanno firmato un "accordo programmatico" che ratifica il ‘macchinista unico’ alla guida dei treni, aumenta l'orario di lavoro e il tempo di condotta per il personale di macchina, incrementa da 6 a 8 le vetture in consegna ad un solo capotreno. Un accordo, insomma, con il quale si costituisce la base per un nuovo contratto, con ulteriori peggioramenti che stravolgeranno la vita del personale dei treni, e non solo. Infatti, la stessa intesa prelude a chiusure, esternalizzazioni e riduzioni di stazioni, lavorazioni e impianti con la perdita di servizi e migliaia di posti di lavoro. Il personale dei treni, in particolare di macchina, nonostante l'azienda abbia immediatamente emanato i nuovi turni di lavoro ad "agente solo", sta rifiutando di svolgere il servizio in quelle condizioni attenendosi ad una "forma comportamentale", nonostante gli ordini di servizio impartiti dai responsabili di Trenitalia. Fino ad oggi, da 70 anni, non sono riusciti ancora ad imporre il macchinista unico. Il "pedale a uomo morto" (Vacma), che preludeva a questo, è stato disinserito grazie alla lotta ostinata e determinata dei macchinisti e degli RLS. Proprio ora, quindi, che è in corso una fondamentale battaglia condotta non solo per respingere l' "agente solo" ma, anche, per impedire la macelleria sociale che ne seguirebbe per i ferrovieri, i lavoratori, i pendolari, per la sicurezza e la qualità del trasporto, assistiamo a questa ulteriore tragedia: 22 morti, decine di feriti dei quali molti in pericolo di vita, migliaia di sfollati. Un vero atto di guerra. Era andata bene qualche giorno fa quando, per un cedimento di un carro simile a quello di Viareggio, una cisterna di acido fluoridrico aveva sfiorato un treno pendolari nei pressi della stazione Vaiano, sulla tratta Firenze-Bologna, producendo l'interruzione per quasi due giorni del traffico ferroviario Nord-Sud. Denunciano i lavoratori delle ferrovie aderenti alle RdB-CUB: “Questa volta è andata molto peggio e, mentre ci inchiniamo alle innocenti vittime di questa tragedia, non possiamo che rinnovare la nostra denuncia sullo stato in cui sono state ridotte le nostre FS. Due giorni fa, i treni erano fermi a Padova per la caduta della linea aerea; qualche giorno prima la linea aerea era caduta, sempre a Prato, sotto la galleria dell'Appennino. Ogni giorno un incidente o un disservizio grave che viene minimizzato e presentato all'opinione pubblica come fatto isolato o casuale. Una situazione paradossale in cui i ferrovieri che segnalano le criticità vengono puniti e, addirittura, gli RLS che cercano di denunciare le insufficienti manutenzioni vengono licenziati, come è accaduto a Dante De Angelis. E' chiaro che le nozze con i fichi secchi non si fanno: la riduzione da 220.000 ferrovieri a poco più di 80.000 non può che produrre questo tipo di risultati. Ma non è finita: non contenti, quindi, da qualche giorno i treni viaggiano con un solo macchinista (vanto dell'autoritario AD Mauro Moretti e di CGIL, CISL, UIL) per risparmiare. E, siccome due occhi vedono meno di quattro, ci dobbiamo preparare anche su questo fronte. Il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo FS non può essere utilizzato come giustificazione; anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalità di controllo e di verifica adottate per l'ammissione a circolare sulla rete. La vera responsabilità è quella di aver disintegrato il sistema ferroviario pubblico come bene sociale, di aver dirottato risorse e tecnologia sul servizio "luccicante" dell'alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza. Anziché investire risorse per l'ammodernamento della rete ferroviaria, per il potenziamento delle linee dei pendolari, del trasporto merci e per la sicurezza, si è smantellato il sistema di trasporto ferroviario pubblico in favore dello sviluppo di una rete prettamente commerciale. Qualcuno, ora, fa "il pesce in barile" e distribuisce "lacrime di coccodrillo", dichiarando che tutto era prevedibile, scontato. Ma l'unica certezza è la loro responsabilità e complicità, il loro atto di guerra con la firma di questi accordi maledetti.”

A fronte dei gravissimi fatti accaduti a Viareggio, che hanno comportato un numero rilevantissimo di vittime e feriti i sindacati aderenti al Patto di Base (CUB, Cobas e SdL) indicono per martedì 7 luglio uno sciopero generale dei Trasporti su tutto il territorio nazionale. La mobilitazione è indetta a difesa della sicurezza e dell'incolumità dei lavoratori e dei cittadini utenti dei trasporti, che non possono rischiare o perdere la vita per motivazioni che hanno a che vedere con la mancanza o la carenza di controlli e di misure atte a rendere massima la tutela della sicurezza. Lo sciopero, spiegano in un comunicato le sigle sindacali promotrici, avrà la seguente articolazione:

Settore Ferroviario - 4 ore di sciopero dalle ore 10.00 alle ore 14.00;

Settore Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica - 4 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite;

Settore Trasporto Aereo -1 ora di sciopero dalle ore 10.00 alle ore 11.00;

Settore Trasporto Marittimo -1 ora di sciopero all'inizio di ogni partenza.

(Fonte:RCA)

   
 

tratto da:  http://www.contropiano.org

   

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