| |
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
| |
| |
| |
|
|
| |
|
|
| |
L'immagine inserita nel
Sommario/articolo è di
Fernando
Mafra
- Licenza:
Alcuni diritti riservati L'immagine è stata rielaborata con uguale licenza
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
Torna indietro |
| |
|
| |
17 giugno 2009
Continua inarrestabile
la strage quotidiana dei lavoratori
|
| |
|
| |
COPYRIGHT
© |
| |
|
| |
Altri due lavoratori di un’azienda familiare sono stati
uccisi dalle esalazioni tossiche mentre pulivano un
depuratore in provincia di Imperia senza le minime misure di
sicurezza in un impianto non ancora ultimato e in fase di
collaudo che funzionava in deroga. Ancora una volta i morti
sono lavoratori degli appalti usati dalle aziende perché più
economici e considerati “ usa e getta”. La mattanza continua
di operai avviene in un momento in cui i padroni prendendo a
pretesto la crisi economica nella sola Europa su 223,8
milioni di lavoratori (146,2 nella sola zona euro) hanno
tagliato due milioni di posti di lavoro facendo salire il
tasso di disoccupazione in aprile al 9,2% il massimo degli
ultimi dieci anni.
Chi trae vantaggio da questo sistema capitalista sostiene
che questo è il migliore dei mondi possibili, e, in effetti,
per gli sfruttatori è così.
Dai dati diffusi da Bankitalia, a fine aprile il debito
pubblico Italiano ha superato la quota di 1750 miliardi di
euro e mentre i salari e le pensioni (dati Istat) sono
rimasti congelati con le retribuzioni ferme, assistiamo
all’ennesimo paradosso. Le entrate tributarie nei primi mesi
del 2009 sono diminuite del 3,8%, e le tasse pagate dai
proletari, lavoratori e pensionati, a vantaggio dei ricchi,
trattenute alla fonte non sono calate, anche se potrebbero
precipitare prossimamente per il sempre maggior ricorso alla
cassa Integrazione, ai licenziamenti e al mancato rinnovo
(dei paracaduti) per 1,6 milioni di lavoratori atipici.
Questi dati rappresentano il frutto del capitalismo reale
auspicato e invocato dal presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia, dal Governo e sostenuto dai “rappresentanti dei
lavoratori” di CGIL-CISL-UIL-UGL.
Questo sistema descritto come il regno della libertà,
significa per i proletari, sfruttamento, sottomissione della
forza lavoro al capitale che si appropria della ricchezza da
essi prodotta come un fatto normale.
Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è l’essenza del
capitalismo, rispettosa dello stato di diritto e delle sue
leggi.
Per lo stato dei padroni è
legittimo lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e che
avvenga quotidianamente la rapina del lavoro salariato da
parte del capitale; è
legale che ci sia la precarietà e la miseria. Come
in tutte le guerre, anche in quella fra capitale e lavoro
salariato, è normale
e sotto una certa soglia accettabile dal sistema, che ci
siano morti, feriti, invalidi, fra i lavoratori e che degli
esseri umani siano sacrificati nelle fabbriche, nei
cantieri, sui posti da lavoro in nome del profitto.
Il capitalismo “buono”, quello industriale, tanto auspicato
nella crisi da tutti i borghesi e dai loro uomini nel
movimento operaio, quello che licenzia e spaccia il
risanamento delle industrie come “difesa dei posti di
lavoro” che spaccia come interesse di tutti la produttività,
la competitività, il mercato, e le “guerre umanitarie” per
portare “democrazia” è lo stesso che nascondendosi dietro il
velo di “civiltà e progresso” persegue i suoi interessi di
parte, evidenziando la sua natura dispotica e sfruttatrice
finalizzata alla ricerca del massimo profitto. Non si può
più rinviare di mettere all’ordine del giorno il problema
dell’organizzazione. O la classe operaia nella sua guerra
quotidiana contro il capitale si da un’organizzazione di
classe anticapitalista-antimperialista indipendente
cominciando la lotta per farla finita definitivamente con
questo sistema sociale, combattendo per una società dove si
produce per il soddisfacimento dei bisogni degli esseri
umani e non per il profitto o continuerà a rimanere classe
sottomessa che piange i suoi morti.
Michele Michelino
16-06-2009
|
| |
|
| |
da: Centro di Iniziativa
Proletaria “G. Tagarelli”, Via Magenta 88, 20099 – Sesto San
Giovanni (Mi)
|
| |
|
|
|