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Il saggio analizza come la
seconda guerra mondiale è stata rappresentata in Italia,
utilizzando a livello di fonti primarie la produzione
fotografica dell’Istituto Luce e le disposizioni date alla
stampa dal Minculpop. Per meglio comprendere il ruolo della
fotografia nella propaganda fascista, le immagini vengono così
inserite nel contesto storico e culturale dell’epoca, e spesso
raffrontate con le produzioni sia dei fotografi privati, sia
degli operatori appartenenti agli altri eserciti, per
evidenziare le diversità o le somiglianze nella
rappresentazione del conflitto.
Ma soprattutto, il saggio
individua nelle fotografie ufficiali, quei dettagli e indizi
che possano lasciar intravedere ed emergere l’immagine della
realtà sociale al di là del messaggio propagandistico.
L’Autore. Stefano Mannucci si è
laureato nel 2003 presso la facoltà di Scienze Politiche
all’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulla
produzione fotografica dell’Istituto Luce durante il ventennio
fascista.
È autore di saggi sull’uso della
fotografia nel periodo fascista, pubblicati sul portale di
Storia Contemporanea Storia XXI Secolo.
Nel 2005 inizia a collaborare al
dossier Fotografia e Storia sul sito della Sissco (Società
Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea).
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Il libro è suddiviso nei
seguenti capitoli:
Cap. 1 Breve storia dell'Istituto Luce
Nascita e ruolo dell'Istituto Luce
I rapporti con il Minculpop
La fotografia tra documento e propaganda
Cap. 2 La rappresentazione del conflitto
L'organizzazione del Reparto Guerra
L'Italia entra in guerra
La campagna in Russia e la rappresentazione della sconfitta
Cap. 3 La costruzione del fronte interno
La dichiarazione di guerra
La rappresentazione del fronte interno
Dal marzo del 1943 ai «quarantacinque giorni» di Badoglio
Cap. 4 Immagini di Salò e della Resistenza
Il trasferimento a Venezia
Le principali tematiche della rappresentazione
La politicizzazione della morte " |