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mercoledì 8 aprile 2009

Il Priorato del Radon

di Gianluca Bifolchi

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E' degna di nota la rapidità - circa 24 ore - con cui in Italia si è costituito il "fronte del radon", cioè il partito dei sostenitori di Giampaolo Giuliani, il tecnico che avrebbe previsto il terremoto in Abruzzo con un nuovo metodo ancora non ammesso nei protocolli ufficiali. Di radon e sismologia non so nulla, ma ho qualche nozione dei processi di validazione scientifica, e trovo abbastanza grottesca la sicumera di chi ha subito sposato la causa di Giuliani.

Non parlo qui di altri tecnici con solidi background e informati della questione. Parlo di coloro che, da una base di perfetta ignoranza come la mia, si dicono certi che Giuliani sia un nuovo Galileo, vittima del conformismo e del fariseismo degli ambienti scientifici ufficiali.

La questione è degna di rilievo. Dobbiamo rifiutare una visione mandarina della scienza per cui solo gli adepti professionalmente autorizzati hanno il diritto di esprimere un'opinione e di influenzare decisioni che hanno portata capitale per tutta la società. Ma dobbiamo anche esigere che i cittadini si elevino al livello di complessità di questi problemi e riflettano per quanto possibile con la mente sgombra da pregiudizi.

Il pregiudizio complottista è chiaramente presente nel partito pro-Giuliani. Il pregiudizio, per definizione, è una conclusione preconfezionata che viene adottata senza compiere il ciclo completo della valutazione critica. I pregiudizi non sono di per sé negativi, perché non possiamo procedere ogni volta ad un'analisi esauriente del problema da affrontare, pena l'inazione. Ma il pregiudizio è negativo quando non vi è nessuna necessità di affrettare la conclusione e la posta in gioco è molto alta. Soprattutto il pregiudizio è negativo quando è la proiezione di altre preoccupazioni estranee alla questione da dibattere.

Ho parlato di pregiudizio complottista perché di fronte al rapido costituirsi del "fronte del radon" mi sono chiesto quanti dei novelli zelatori del metodo Giuliani hanno anche sposato con entusiasmo, nel tempo, le sciocchezze sull'"Inside job" dell'11 settembre, i vaniloqui della medicina alternativa, i primitivismi economici del signoraggio, la campagna contro i vaccini, le insensatezze su tumori e AIDS. Un passo più in là e si arriva al Priorato di Sion, alla stirpe del drago, e all'eredità messianica.

Non è un caso che la massoneria stia acquisendo, per contrasto, un nuovo prestigio onniesplicativo. Essa presenta il vantaggio di essere un'entità reale - davvero coinvolta nei meccanismi del potere - e al tempo stesso di partire da premesse teoriche misticheggianti che colpiscono la fantasia di molti. Soprattutto di chi non ha letto abbastanza libri di storia da sapere che il complotto, nella storia umana, ha avuto un ruolo relativamente trascurabile.

Nel caso del "fronte del radon" non è in gioco tanto il complotto, secondo la definizione classica, quanto una visione esageratamente pessimistica del ruolo che svolgono importanti strutture tecniche e sociali, come quelle preposte al monitoraggio dei fenomeni sismici e alla gestione delle emergenze. Dato il carattere ampiamente gratuito di questo pessimismo, mi chiedo se questa variante di complottismo non sia l'eredità di qualche corrente di pensiero tardo-antico, come la Gnosi o il manichedismo, abituata a vedere nella materia il momento della caduta e della corruzione. In una maniera così completa e inesorabile da far apparire la condanna come la forma usuale del giudizio.

Il sapere gnostico - o comunque vogliamo definire le sue sopravvivenze nella modernità - non è solo un sapere della decadenza, espressione cioè di una civiltà che ha perso o crede di aver perso la sua energia creatrice e si volge dunque su se stessa. E' anche un sapere premoderno, sostanzialmente antiempirista anche quando pretende di adottare un linguaggio scientifico.

In ciò genera un'insoddisfazione sterile verso lo stato presente delle cose, e non fornisce appigli per cambiarlo. Il vero cambiamento si basa su una visione minuziosa del sistema, sull'individuazione delle sue varianti critiche, e sulla capacità di radunare sufficiente massa critica per agire su di esse in maniera da promuovere un'evoluzione - e non un collasso - dell'intero sistema. I moderni gnostici preferiscono il pregiudizio complottista, come abbiamo visto, e affidano le prospettive del cambiamento a una palingenesi prodotta dalla ripetizione del verbo profetico. Quando un numero sufficiente di coscienze saranno rinnovate il cambiamento verrà da sé.

E' vero che le religioni sono nate proprio in questo modo, ma le religioni in genere, proprio per la loro tendenza ad allearsi col trono, non sono portatrici di autentici progetti politici. E in ogni caso è bene essere consapevoli del carattere premoderno e antiscientifico di questa visione.

 

martedì, 07 aprile 2009

 

 

tratto da:

Achtung Banditen di Gianluca Bifolchi

http://achtungbanditen.splinder.com/

link all'articolo:

http://achtungbanditen.splinder.com/post/20269011/Il+Priorato+del+Radon

 

 

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